Criofran’s Weblog

LE MIE PERENNI COMPAGNE


…Ecco, sembra proprio che gliela diano vinta, che si lascino scagliare dal vento in alto, molto in alto, sembra quasi che cadano in cielo: poi con un piccolo movimento negligente di un’ala si voltano sul dorso, dal disotto aprono per una frazione di secondo le superfici portanti contro il vento, si lasciano cadere con un’accelerazione molto superiore a quella di una pietra, poi con un altro minuscolo movimento dell’ala ritornano nella posizione normale, e ad ali quasi completamente chiuse si lanciano in una vertiginosa corsa di centinaia di metri contro il vento che vorrebbe sospingerli dalla parte opposta. E tutto cio’ non costa loro alcuno sforzo; e’ lo stesso gigante cieco che compie il lavoro necessario per spingere il loro corpo attraverso l’aria a piu’ di cento all’ora: le taccole non fanno nulla, si limitano a pochi blandi mutamenti di posizione, quasi impercettibili, delle loro ali nere: quale stupendo dominio sulla forza bruta, quale inebriante trionfo del vivente sulle forze elementari dell’inorganico!

K. Lorenz

febbraio 3, 2009 - Pubblicato da | Er redete mit dem Vieh den voegeln und den Fischen, Konrad Lorenz, L'anello di re Salomone

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